SUPERCROOKS

di Mark Millar e Leinil Francis Yu

SUPERCROOKS 1 (SUPERLADRI)

Domanda: avete dei superpoteri, decidete di usarli per motivi ben poco nobili e… vi trovate negli U.S.A., dove notoriamente si trovano eroi in costume ad ogni angolo di strada. Cosa fate?
Semplice, radunate un manipolo di ‘sodali’, magari ex compagni di strada che nel frattempo stanno cercando di rifarsi una vita onestamente, o usano i propri poteri per sbarcare il lunario in modo più o meno illegale e… gli proponete il colpo della vita… in Spagna, dove di eroi in calzamaglia ce ne sono ben pochi e dove racimolare qualche milione di dollari non dovrebbe essere così faticoso. Il problema è che ai vostri amici avete taciuto un piccolo particolare: la vittima del vostro colpo è il più pericoloso, cattivo e potente supercriminale del mondo.

Tra gli scrittori di fumetti della generazione nata a cavallo trai ’60 e i ’70 Mark Millar è quello che ha dato uno dei maggiori contributi all’evoluzione del genere e a proseguirne il processo di ‘maturazione’, al pari del quasi coetaeno Warren Ellis o di autori come Alan Moore e Grant Morrison (tutti britannici: quest’ultimo scozzese come Millar, gli altri due inglesi).

Lo ha fatto lavorando per le due storiche, la DC (scrivendo Swamp Thing, Flash, Justice League e Superman tra gli altri) e ancora di più per la Marvel: Civil War resta probabilmente quanto di meglio sfornato dalla ‘Casa delle Idee’ negli ultimi 10 – 15 anni; non dimenticando, della sua run su Authority, supergruppo ‘per i tempi attuali’, ereditato proprio da Ellis.

Seguendo lo stesso percorso degli altri autori sopracitati, anche Millar a un certo punto a deciso che per ‘dare il meglio di se’ non poteva più restare negli stretti confini imposti dalle major, ma doveva prendere una strada autonoma: nasce così il ‘Millarworld’, e soprattutto nasce quel “Kick Ass” che darà a Millar la notorietà internazionale, valicando i confini del mondo del fumetto, per sbarcare con successo nelle sale cinematografiche.

Con Kick Ass Millar rispondeva alla domanda: “e se un adolescente privo di qualsiasi superpotere si mettesse in testa di fare il giustiziere mascherato nel mondo reale?”, così come in Nemesis percorreva l’ipotesi di un mondo dove l’unico ‘personaggio in costume’ è un supercattivo, una sorta di Batman volto al male, ed in Superior omaggiava i supereroi classici, oltre che al Superman di Christopher Reeve; più si impiega a narrare i presupposti, a ‘farla complicata’, meno riuscito sarà il risultato: è una delle ‘leggi non scritte’ del fumetto di supereroi.

E così giungiamo a Supercrooks, dove il nostro Millar immagina né più né meno che un “Ocean Eleven” coi superpoteri e con tutte le conseguenze che ne derivano; accompagnato dai disegni di un Leinil Francis Yu (forse un tantino meno ispirato del solito), Millar si dedica a quello che, per lui, è poco più di un divertissement: opera meno ‘densa’ di significati e rimandi rispetto ad altre, “Supercrooks” è un ottimo fumetto di azione, in cui Millar gioca col lettore dandogli esattamente ciò che si aspetta, tra gag iperboliche ed esilaranti (il modo in cui i protagonisti riescono a superare un muro di taglientissimi raggi laser è da antologia) e svolte ‘prevedibili’, ma che alla fine soddisfano proprio perché attese.

Un fumetto ‘cinematografico’: già si parla di un passaggio sul grande schermo, e d’altronde Millar, da bravo ‘manager di se stesso’, appare sempre più imbastire le sue storie per un possibile approdo nelle sale.

Alla fine, quindi, nel corpus fumettistico di Millar, Supercrooks potrebbe essere archiviata come un’opera minore: il fatto è che però, un Millar ‘minore’ risulta sempre un ‘gigante’ rispetto alla media dei fumetti del genere che circolano attualmente, per capacità di costruire la storia, disegnare i personaggi e, soprattutto, di dare ad una divertente ‘trovata’ (facciamo “Ocean Eleven” coi superpoteri) un’adatta trasposizione: perché le buone idee possono venire a tutti, ma farle ‘vivere’ in 88 pagine di storia… beh, e tutt’altro paio di maniche. (Crimson74)

2 pensieri su “SUPERCROOKS

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